domenica 30 ottobre 2011

S.C. CONSIGLIA...Promemoria del buon fotografo.......



Appena comparata una macchia fotografica ,l'euforia é tanta che molte volte si dimenticano di eseguire le operazioni piú elementari.

Quindi un piccolo promemoria per evitare errori banali ma che purtroppo sono i piú frequenti :
  1. Caricate la batteria. Effettuate la carica prima di ogni escursione. La macchina consuma molta batteria nella visualizzazione delle immagine sul display e, soprattutto se si è alle prime armi e la voglia di rivedere ogni scatto non molla, la batteria dura molto meno. Valutate l'acquisto di una batteria di riserva.
  2. Formattate la memory card. Dopo aver salvato i vostri scatti, formattate la memory card tramite fotocamera. Eviterete problemi di incompatibilità della formattazione e allo stesso tempo non vi ritroverete con la scheda di memoria piena proprio sul più bello!
  3. Inserite la memory car nella reflex! Esperienza personale di quest'anno: sono uscita di casa armata di tutto punto, con zaino e obbiettivi pronti all'azione, inizio a scattare e...non c'era la scheda di memoria! Era rimasta nel card reader attaccato al pc. Inutile dire lo sconforto e l'incavolatura.
  4. Settate la sensibilità ISO adatta. E' sempre preferibile utilizzare la sensibilità ISO più bassa, per avere maggior dettaglio ed evitare "rumore".
  5. Effettuate il bilanciamento del bianco. Se si scatta in RAW questo problema è marginale ma è bene settare il bilanciamento del bianco per evitare sgradite dominanti. per capirci: avete presente le foto di interni con dominante blu o gialla? beh, dipende dal bilanciamento del bianco. Se scattate in RAW sarà possibile effettuare in postproduzione la correzione, se scattate in JPEG ci sarà poco da fare.
  6. Scegliete il giusto formato di scatto. Che sia JPEG o RAW, settate la qualità migliore che è permessa dalla macchina.
  7. Pulite il sensore. Io direi piuttosto "Accertatevi che il sensore sia pulito". L'operazione di pulizia del sensore è molto delicata e si rischia di provocare gravi danni alla macchina. Se non siete esperti, rivolgetevi presso un centro assistenza. La pulizia del sensore è fondamentale per non avere foto con antiestetiche macchie.Ci sono macchine che la pulizia del sensore é fatta automaticamente quando si accende per cui non bisogna preoccuparsi con questa operazione.
  8. Pulite la lente dell'obbiettivo. Stesso discorso del sensore: evitiamo foto con ditate e aloni.
I consigli qui sopra elencati possono sembrare troppo semplici ma vi assicuro che è frequentissimo ritrovarsi con la batteria scarica, la scheda di memoria piena o magari ritrovarsi tutte le foto macchiate.

Buono Scatto a tutti
S.C 
 

sabato 22 ottobre 2011

SC CONSIGLIA...Come fotografare la Luna



Se siete abbastanza fortunati da avere la Luna nella giusta posizione nella vostra immagine, invocate la fortuna e scattate veloci.
Sarete sorpresi nel constatare quanto velocemente la Luna attraversi il cielo.

Di solito percorre nel cielo una distanza equivalente al proprio diametro in circa due minuti.

Quando si espone la luna piena, la prima cosa da considerare è che la Luna è molto più luminosa di quanto si possa pensare. Ricordate che in una giornata di sole, qui sulla terra, l'esposizione media per 100 ISO è 1 / 125 a f16.

La Luna riceve approssimativamente la stessa quantità di luce solare. Pertanto l'esposizione della Luna è più o meno la stessa, come per la luce del giorno.


Tuttavia, si dovrebbe valutare anche quanta foschia è presente nell'atmosfera.

Tanto più alta è la Luna nel cielo, tanto minore sarà la foschia attraverso cui dovremo scattare.
Non ci sarebbe nulla di male ad aprire l'esposizione a 1 / 125 sec. e f 8 per un'immagine più luminosa della Luna. In una notte limpida i particolari dovrebbero essere registrati abbastanza bene.

La Fig. n.9 è stata scattata a 1 / 60 sec. a f 8.

L'aspetto giallastro è dovuto al cielo velato, sarebbe stata necessaria un'esposizione un po' più lunga.


Sovraesporre troppo porterà solo ad un bagliore bianco, un tempo di posa troppo lento, invece, registrerà una forma ovale. La rotazione combinata della Terra e della Luna intorno ad essa, fa sì che spesso si ottenga solo una macchia di luce invece di una Luna bella rotonda, soprattutto quando si usa un teleobiettivo.


Scelta dell'obiettivo
- Utilizzando un obiettivo standard 50 mm (su pellicola 35 mm) la Luna può apparire piccola nell'immagine. Per una guida approssimativa, con pellicola da 35 mm, ci sarebbe bisogno di 110 millimetri di lunghezza focale per 1 mm di luna sul negativo. Ciò farà apparire la Luna molto più vicina, rendendola molto più grande nell'immagine finale.
Ricordate però che la Luna si muove abbastanza velocemente e l'utilizzo di un teleobiettivo tende ad amplificare il movimento.

Come abbiamo detto, è difficile ottenere la luna nella giusta posizione in una foto notturna.
Tuttavia è abbastanza semplice aggiungerla a un'immagine: basta scattare una foto solo della Luna per poi aggiungerla all'immagine voluta, utilizzando un programma di editing digitale.

Buono Scatto a tutti
S.C

 

giovedì 20 ottobre 2011

OLTRE FOTO : Uccellino sconosciuto...









Sulla punta dei piedi
Arrivo a te leggiero,
Più leggiero che posso:
Ma tu, scaltro, mi vedi,
Con un frullo salti il fosso,
E voli al bosco nero,
E voli al bosco muto,
Uccellino sconosciuto.

Hai paura - ma di che?
Hai paura d'un fanciullo
Innocente come te!
Oh via, torna con un frullo,
Torna da queste parti,
Sconosciuto uccellino,
 E siedimi vicino
Che voglio interrogarti...
Hai fratellini, - e quanti?
O ti bastano i tuoi canti? 

Hai sorelline belle,
O ti bastano le stelle?
È più dolce in cima al pioppo
Fuor dei tiri dello schioppo,
O sui tegoli dei tetti
Umidetti?

È più bello
Dove sdrucciola il ruscello,
O su l'aia dove trovi
Da rubare i chicchi novi?
E la casa tua qual è, sconosciuto uccellino?
La chioma d'un'acacia
O la barba di un pino? 


lunedì 10 ottobre 2011

S.C. CONSIGLIA...Tecnica del controluce

Per dare più forza ad un’immagine è necessario uscire dai canoni classici o tradizionali della fotografia che prevedono la ripresa con la luce alle spalle del fotografo.

Il buon fotografo deve essere cosciente che il primo e più importante strumento a sua disposizione non è la macchina fotografica ma la luce, ed è la piena conoscenza di quest’ultima che spesso fa la differenza tra una foto normale e una foto di successo.

La cosa più importante è imparare a conoscere la luce ed i suoi effetti, al modo in cui riverbera e si riflette sui soggetti durante i vari momenti della giornata e scegliere il momento giusto per scattare. Dall’alba al tramonto l’inclinazione del sole rispetto al piano terrestre cambia e la luce imprime forme e dimensioni diverse ai soggetti che colpisce descrivendoli sempre in modo diverso.

Si entra così in un campo difficile da gestire ma pieno di fascino e seduzione nel quale il fotografo naturalista attento può esprimere tutta la sua creatività attraverso l’immagine ed è il controluce.

In genere possiamo dire di trovarci in controluce quando l’angolo sole-fotografo-soggetto è minore di 90°.

I forti contrasti presenti all’interno della scena inquadrata impongono un uso mirato delle apparecchiature e della luce artificiale disponibile; qualora il soggetto da riprendere non sia un semplice paesaggio ma un soggetto naturalistico a noi più vicino, ad esempio un animale od un fiore.
Ed è questo il caso a cui facciamo riferimento nella presente trattazione.
Senza entrare nel merito di teorie complesse e variazioni sul tema infinite, riguardo l’utilizzo delle nostre apparecchiature, che puntualmente vengono dimenticate quando si opera sul campo, di seguito vengono enunciate alcune regole basilari a cui attenersi per chi inizia a praticare la fotografia naturalistica e che successivamente potrà meglio affinare con l’esperienza acquisita ed in base ai propri gusti personali.
Allorché si è deciso per una ripresa in controluce la regola migliore da seguire è quella di chiedersi innanzitutto quale risultato si voglia ottenere con la nostra immagine finale.
A questo punto le strade normalmente percorribili sono due :
La prima è quella che prevede di dare forza all’immagine creando un effetto “silhouette”, privilegiando così un forte contrasto tra ambiente e soggetto.
La seconda è quella di bilanciare correttamente lo sfondo con l’immagine del soggetto in primo piano al fine di ottenere una composizione armonica ed equilibrata tra luci ed ombre nella scena, catturando la luce scintillante in essa presente per effetto del sole posto alle spalle del soggetto (ad esempio spruzzi e gocce d’acqua che diventano puntini brillanti e pelame e piumaggio degli animali che appaiono lucenti).
Nel primo caso l’immagine risultante sarà priva di tutte le informazioni di dettaglio del soggetto descritto ma avrà più forza espressiva nella descrizione di un attimo o momento della sua vita. Se vogliamo questo risultato sarà necessario effettuare una misurazione SPOT sulla zona più chiara all’interno del campo inquadrato (ad esempio sul cielo per un uccello in volo) e scattare con l’esposizione ottenuta.
Ciò assicurerà un cielo correttamente esposto e la sagoma del soggetto in forma di “silhouette”.


Nel secondo caso una esposizione SPOT sul soggetto garantirebbe la buona leggibilità dello stesso ma causerebbe una forte sovraesposizione dello sfondo, rendendo lo stesso illeggibile fotograficamente. Si pensi ad esempio ad un’uccello in primo piano posato su di un ramo d’albero che abbia come sfondo un cielo luminoso.
In questo caso se il soggetto non è molto lontano l’unica soluzione valida è rappresentata dall’utilizzo del flash in modo FILL-IN (lampo di rischiaramento) abbinato ad una lettura esposimetrica bilanciata dello sfondo.

Creeremo così un effetto armonico privo di forti contrasti.
Se invece il soggetto è lontano , fuori dalla portata del nostro flash , è consigliabile utilizzare una lettura esposimetrica multizona preferibilmente abbinata ad un sistema di BRACKETING automatico (esposizione multipla a forcella).
Otterremo così più fotogrammi dai quali sceglieremo il meglio riuscito.

Buono Scatto a tutti
S.C. 

mercoledì 5 ottobre 2011

S.C. ...presenta..." Qualcosa di Speciale..."




Il desiderio di scoprire, 
la voglia di emozionare, 
il gusto di catturare, 
tre concetti che riassumono...
...l'arte della fotografia.

venerdì 30 settembre 2011

SUPERCLICKNOVITÀ...Fotocamera Lytro

Lytro Camera 3.0 cattura tutta la luce con tecnologia "light field", sfruttando uno speciale sensore che permette agli utenti di scattare fotografie senza dover mettere a fuoco.

Lytro, start-up del dgital imaging, ha annunciato una fotocamera che permetterà agli utenti di scattare fotografie senza dover mettere a fuoco, in quanto Lytro Camera 3.0 cattura tutta la luce con tecnologia “light field“. Lytro Camera 3.0 è in grado di utilizzare un sensore speciale che è in grado di catturare tutta la luce (”light field”) di un’immagine, combinando i dati convenzionali dell’imaging con le informazioni aggiuntive sulla direzione e intensità dei raggi di luce. Questa infomazione viene registrata e può essere utilizzata per mettere a fuoco qualsiasi parte dell’immagine. Basta provare a fare click su qualsiasi parte dell’immagine in questa galleria  apparentemente non messa a fuoco, per renderla invece visibile ai nostri occhi.
Lytro assicura che prezzi e dimensioni delle immagini sono confrontabili con quelli sul mercato. La fotocamera sarà equipaggiata con un software embedded che sostituisce le componenti hardware di una fotocamera digitale convenzionale e permette più rapidi processing dei dati immagine





sabato 17 settembre 2011

OLTRE FOTO : L'autunno



Cadono le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
di questo ballo improvvisato
che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie
può finalmente toccare le foglie
gialle rossicce ed arancione
sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
lo dicono le foglie, gli alberi, il prato.

SCUOLA DI FOTOGRAFIA : 4 - Il diaframma


Come già visto nel capitolo “L’obiettivo” sappiamo che con “f” si indica l’apertura relativa di un obiettivo e che più piccola è……più luminoso sarà un obiettivo. Quindi un’apertura f/2.8 farà passare più luce di una f/11 ecc.
Il dispositivo che è capace di modificare la quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo si chiama “diaframma”. Il tipo più usato oggi è il cosiddetto “a iride” per via della somiglianza all’iride dell’occhio umano. Esso è posizionato al centro dell’obiettivo ed è costituito da lamelle mobili, posizionate in modo da potersi restringere ed allargare per regolare la grandezza del foro dal quale passa la luce.
In molti obiettivi le lamelle sono 6 e sono posizionate su un anello che a sua volta è collegato alla ghiera di controllo esterna o al dispositivo elettronico degli obiettivi autofocus, che permettono di modificarne l’apertura direttamente dalla macchina in modo elettronico. Nella ghiera manuale viene riportata la scala delle aperture che genericamente è la seguente ma può variare in base al tipo di obiettivo: f1/4 - f/2 - f/2.8 - f/3.5 - f/4 - f/5.6 - f/8 - f/11 - f/16 - f/22 - f/32 - f/45 - f/64
questi valori indicano quante volte la lunghezza del diametro delle aperture reali è compresa nella lunghezza focale. Ad esempio, un apertura f/11 ha un diametro pari a 1/11 della lunghezza focale, quindi se ad esempio consideriamo una focale di 50mm (nel formato 35mm) il diametro dell’apertura reale è dato dalla seguente divisione “50:11= 4,5”quindi avremo un diametro reale di 4,5mm.

Nelle macchine fotografiche digitali il diaframma delle macchine analogiche è inserito, come lettura, nel sensore ccd. E’ un concetto molto importante che merita attenzione.
L’apertura del diaframma è determinante nella riuscita di una foto digitale in quanto controlla la luminosità dell’immagine e determina anche l’ampiezza del campo visivo che deve essere a fuoco.
Impostare un diaframma 4 o 11 darà alla nostra foto una luminosità maggiore o minore e la foto sarà di più o di meno nitida (a fuoco).
Usando come diaframma 4 o 2,8 avremo un’apertura quasi al massimo dell’otturatore digitale: molta luce, foto luminosa e messa a fuoco nitida solo nella zona che abbiamo a messo a fuoco il soggetto, il resto verrà leggermente sfocato.
Usando come diaframma 11 o 16 avremo un’ apertura quasi al minimo dell’otturatore digitale: poca luce per più tempo, foto limpida e nitida nel suo complesso non solo nel soggetto.
L’area che mettiamo a fuoco in fotografia viene chiamata “profondità di campo”.
Non sempre l’apertura del diaframma è usata per avere foto digitali sempre più nitide. Viene usata anche per compensare il tempo di scatto. Infatti se per forza dobbiamo usare un tempo molto breve come 1/500 di secondo non possiamo pensare di usare un diaframma di 16 in quanto avremo una foto molto sottoesposta, probabilmente useremo un tempo di 2,8 alla massima apertura della macchina fotografica digitale. Quindi c’è una correlazione tra diaframma e tempo di scatto: 1/250 e 2,8 – 1/60 e 11.
Nel caso di illuminazione scarsa e vogliamo avere una ottima profondità di campo con una messa a fuoco su tutta la scena che fotograferemo sarà utile avere un cavalletto dove appoggiare la macchina fotografica digitale in modo da poter usare un diaframma 11 o 16 e un tempo di 2 o 3 secondi di posa. In questo modo il risultato sarà una foto perfetta in tutti i minimi particolari.
Questo tipo di combinazione tra diaframma e tempo di scatto e molto utile per fotografare paesaggi o interni dove i dettagli sono molti e quindi la foto digitale deve risaltarli tutti.
Avere una foto digitale dove tutto è messo a fuoco perfettamente può certe volte appiattire la foto stessa quindi, specialmente le foto delle vacanze, sarebbe meglio usare la macchina impostando come diaframma 2,8 o 4 e il tempo di scatto può essere variabile in base all’illuminazione del momento.
Differentemente se vengono fatte delle foto digitali di tipo sportivo, una gara automobilistica per esempio, si consiglia di impostare un tempo di 1/500 o 1/250 di secondo e l’apertura del diaframma variabile in base alle condizioni di luce. In questo modo si eviterà di avere foto sfocate.

venerdì 2 settembre 2011

S.C. CONSIGLIA...Come fotografare i colori dell’Autunno


Fotografare i colori dell'autunno, le foglie d’oro e di rosso su uno sfondo di erba verde… il cielo blu è una cosa meravigliosa. Ma come si fa a catturare il tutto nel migliore dei modi? Ecco alcuni punti di partenza per esaltare i colori nella vostra fotografia d’autunno!

Utilizzare un filtro polarizzatore

La saturazione dei colori che si ottiene usando un polarizzatore è affascinante. Io utilizzo un polarizzatore lineare per due motivi: il primo è il prezzo(!!!) il secondo motivo è che, non facendo fotografia sportiva, mi piace guardare nel mirino come la scena cambia girando il filtro fino ad ottenere l’effetto desiderato! Se non conoscente il filtro polarizzatore questo è il momento di scoprirlo!!! E ‘particolarmente utile ad ottenere un blu marcato del cielo e a risaltare il bianco delle nuvole e vi accorgerete che aiuta anche nell’attenuare la foschia. Qualcuno mi dirà: ma poi aggiusto tutto e saturo i colori in post-produzione! Non vi illudete, dipende da quanto siete bravi e anche dalle situazioni!!!

Scatta al tramonto

Le ore immediatamente prima del tramonto sono molto indicate in autunno perchè esaltano il rosso e l’oro tipici del periodo. La luce calda darà infiniti spunti per immortalare foglie, alberi e particolari paesaggi.

Non trascurate le giornate nuvolose

Non fate l’errore di lasciare la reflex a casa nelle giornate un po nuvolose. Spesso un cielo pieno di nuvole può improvvisamente regalare un bel tramonto con atmosfere non usuali!!!

Gioca con il bilanciamento del bianco

Non fermatevi alle impostazioni automatiche del bilanciamento del bianco; provate a “scaldare” un pò la luce aumentando il numero di kelvin (non esagerate!) o impostando il preset “sereno”. 

Buono Scatto a tutti
S.C. 

 

sabato 20 agosto 2011

S.C. CONSIGLIA...Gli otto comandamenti (del perfetto fotografo)

1
porta sempre la fotocamera

Frecce Tricolore (Foto N. De Gregorio)
Quante sono le foto uniche della vostra vita che avete perso perché non avevate con voi la macchina fotografica? Evitare questa terribile frustrazione è facile tenendo la macchina a portata di mano. I momenti spontanei possono darvi foto che non hanno prezzo, ma per farle DOVETE AVERE LA MACCHINA FOTOGRAFICA CON VOI. Se la vostra fotocamera è troppo grande per essere portata dappertutto considerate l'acquisto di una piccola tascabile (con un piccolo zoom) da tenere sempre a portata di mano. Ricordate che alcune tra le più belle fotografie mai fatte sono state frutto del caso, sta a voi naturalmente non farvi sfuggire l'occasione.
2
avvicinati

Come regola generale più vicino starete al soggetto meglio verranno le vostre foto. Stare vicini quanto basta significa eliminare ogni sfondo che distrae ed avere un soggetto più nitido.
Cercate di mostrare la scena quel tanto che basta per renderla chiara ed interessante. Siate sicuri di poter controllare anche manualmente la vostra fotocamera. Molte macchine autofocus, automatiche, autotutto non mettono a fuoco a meno di 1 metro e non vi consentono alcuna variazione volontaria dell’esposizione. Preferite quindi le macchine fotografiche che danno al fotografo l’ultima parola. Un tele moderato o un piccolo zoom vi permetteranno di avvicinarvi senza disturbare il soggetto.

3
fagli fare qualcosa

Quando fotografate fate in modo che il vostro soggetto sia impegnato a fare qualcosa. Le vostre fotografie avranno un'aria di grande spontaneità e questo le renderà più interessanti. Per evitare rigide pose statiche fate sì che i soggetti siano attivi, cioè facciano qualcosa. La loro espressione sarà più rilassata e naturale, non si metteranno in posa (cosa da evitare assolutamente) e non resteranno lì impalati come stoccafissi.

4
controlla lo sfondo

Copyright - Riproduzione Vietata
Scegliete sfondi semplici. Uno sfondo semplice focalizza l'attenzione sul soggetto e fa più chiara e potente l'immagine. Pensate, prima di scattare, mantenete il controllo della situazione e giratevi attorno fino a che non troverete uno sfondo più semplice ed adatto. E poi ricordate: meglio un solo colore di sfondo che mille, così come è meglio fotografare un solo fiore che un'intero campo fiorito. E' meglio che lo sfondo sia fuori fuoco, in modo da porre in evidenza il soggetto: ottimi ritratti si fanno con moderati teleobiettivi (da 105 a 135 mm) o con piccoli zoom (70-135 o giù di lì).
5
decentra
Naturalmente non c'è nulla di sbagliato nel mettere il soggetto al centro del mirino ma sistemare il soggetto fuori centro può creare una composizione più dinamica ed interessante a vedersi e quindi una fotografia più bella.
 Copyright - Riproduzione Vietata 

6

includi un primo piano

Quando fate foto di scene ampie, per esempio panorami, includete un primo piano nella scena. Gli elementi in primo piano aggiungono un senso di distanza, profondità e dimensione. Bastano anche pochi fili d'erba ed il gioco è fatto!
 Marina di Pescara (foto N. de Gregorio)

7 
cerca la luce giusta

On the Sea  (Foto N. De Gregorio)
Cercate la luce giusta. Una luce adeguata è essenziale per esporre la pellicola, ma una giusta illuminazione può fare immagini più interessanti, colorate o può dare rilievo e mettere il soggetto al centro dell’attenzione. Provate anche la luce laterale: è quella che dà maggiore fascino all’immagine. Molta gente rimane sorpresa quando apprende che le giornate nuvolose, coperte, danno la migliore illuminazione per i ritratti alle persone. Il sole brillante infatti fa la gente strabica e porta a ombre dure. Nelle giornate coperte la luce è soft e mette in rilievo il viso.
8

tieni la macchina ferma

foto mossa

A volte delle buone foto si perdono perché si dimenticano concetti basilari, per esempio quello di tenere la fotocamera ben ferma quando si scatta. E' vitale per la chiarezza e la nitidezza delle immagini. Quando premete il bottone di scatto fatelo gentilmente. Persino piccolissimi movimenti possono rovinare la nitidezza delle fotografie. Quando la luce scende troppo ed i tempi di scatto si allungano, molto meglio usare un treppiede, oppure appoggiatevi ad un muro, ad un albero, ad una macchina, ad un recinto…a qualsiasi cosa possa essere adatta a tenere ben ferma la macchina fotografica. Per rendere più stabile l'immagine potreste perfino usare la spalla di un'altra persona appoggiandovi un braccio (ma per favore non fatelo con gli sconosciuti!).
 
Buono Scatto a tutti
S.C. 
 

sabato 13 agosto 2011

S.C. CONSIGLIA...Come fotografare i panorami

Panorama con orizzonte alto
 Mantenendo alta la linea dell'orizzonte si mette in evidenza il panorama terrestre, creando un'immagine ricca di contenuto e d'impatto. Le linee sinuose del fiume che fanno da contrasto alla linea regolare della pianura e al profilo frastagliato delle montagne creano movimento nell'immagine.


Panorama orizzonte intermedio
 Mantenendo centrale la linea dell'orizzonte si crea un effetto simmetrico tra terra e cielo, qui sottolineato dalla simmetria della composizione e dal riflesso delle montagne nel lago.



Panorama orizzonte basso
 Una linea dell'orizzonte bassa valorizza il cielo e crea un atmosfera di spazio e di ampio respiro, sottolineata qui dall'acqua che si estende in lontananza e messa in evidenza dal contrasto offerto dalle montagne sulla destra.


Buono Scatto a tutti
S.C.

domenica 7 agosto 2011

SCUOLA DI FOTOGRAFIA : 3- L'obbiettivo...normale,grandangolare,fish eye,teleobiettivo, macro,zoom




L'obiettivo normale è quello che ci rende l'immagine molto simile, proporzionalmente, a quella che vede l'occhio umano e ha una focale che va da 40 a 50mm. Questo tipo di obiettivo è un po' snobbato dai fotografi professionisti che gli preferiscono la coppia di obiettivi 35mm (moderato grandangolo) e 85mm (piccolo teleobiettivo, adatto specialmente per i ritratti)



Il grandangolare è l'obiettivo che consente di inquadrare ampie vedute. Infatti il suo angolo di campo è molto più ampio degli altri e si può arrivare persino a coprire un angolo di 110° (con il 15mm), e si usa principalmente per foto panoramiche o per fotografare più oggetti possibili con un singolo scatto. La sua focale va da 15 a 35 mm



 
l Fish Eye è una specie particolare di grandangolare che usa focali cortissime, anche di 6mm e può ricoprire un angolo di campo di 180° e anche maggiore! La sua caratteristica è quella di distorcere l’immagine creando foto circolari. Sono obiettivi molto costosi e non vengono usati quasi mai dai fotoamatori. 



Il teleobiettivo al contrario dei grandangolari, non riprende la scena nella sua vastità, ma usa la sua lunga focale per riprendere oggetti molto lontani isolandoli dal resto della scena. Usando un teleobiettivo montato su una reflex, è come se stessimo guardando la scena con un cannocchiale. La loro lunghezza focale varia da 70mm fino a 2000mm circa. Sono obiettivi molto pesanti e quelli a focali elevate vengono utilizzati specialmente per fotografia naturalistica e sportiva. Una caratteristica particolare che hanno è di appiattire la prospettiva alle lunghissime focali: ad esempio inquadrando due barche a vela che stiano procedendo nella nostra stessa direzione ma distanti tra di loro, dalla foto sembrerà siano vicinissime e quindi con la distanza "appiattita". 



L’ Obiettivo macro è un ottica molto particolare. Questo obiettivo permette di mettere a fuoco soggetti molto ravvicinati, fino a pochi centimetri dall’obiettivo. Possono comunque essere usati anche per riprese a distanze normali senza alcun problema.
I modelli più diffusi sono il 50 e il 100mm oltre a quelli zoom. 




Lo Zoom è un tipo di obiettivo che permette di variare la focale mediante il movimento a stantuffo di una ghiera o mediante un motore elettrico che sposta le lenti all’interno di esso. Questa possibilità di allargare o restringere l’angolo di campo è vantaggiosa specialmente per non dover cambiare frequentemente gli obiettivi potendosi adattare a diverse inquadrature. Ci sono vari tipi di zoom e ogni "classe" di obiettivi ha il suo relativo zoom: ci sono gli zoom tele che vanno da 70-300mm, i grandangolari come il 15-30mm poi ci sono zoom che vanno da un medio grandangolare ad un piccolo tele tipo il 24-70mm. Ad oggi gli zoom sono gli obiettivi più usati dai fotoamatori. 

Buono Scatto a tutti
S.C.






venerdì 29 luglio 2011

SCUOLA DI FOTOGRAFIA : 2- L'obbiettivo...

L’obiettivo è lo strumento che permette di far passare nella fotocamera luce ed immagini in modo da impressionare la pellicola delle macchine analogiche o il sensore delle digitali. Esso è costituito da un insieme di lenti, posizionate in modo tale da far apparire il più nitide possibile le immagini che andiamo a fotografare.
Una caratteristica molto importante di un obiettivo è la sua lunghezza focale, che è la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo e il piano focale (cioè il piano della pellicola o il sensore). La lunghezza focale determina il rapporto di riproduzione: maggiore sarà la focale e maggiore sarà l’ampiezza dell'immagine che verrà impressa nella pellicola o nel sensore.

La focale caratterizza, insieme al diametro dell’obiettivo, la “luminosità” dell’ottica. Questa misura è la massima capacità dell'obbiettivo di trasmettere la luce verso la pellicola o il sensore ed è data dal rapporto tra la lunghezza focale e il diametro della lente frontale. Il valore che ne scaturisce è indicato sugli obiettivi con un numero preceduto dalla lettera “f”, (esempio f/2.8, f/3.5 ecc…). Quindi se, ad esempio, il diametro di un obiettivo è di 35mm e la sua focale è di 50mm, l’apertura relativa sarà pari a 50:35 e quindi f/1.6. Ora facciamo un altro esempio: prendiamo una fotocamera con un obiettivo del diametro di 50mm e con una distanza focale di 300mm, in questo caso avremo un rapporto 300:50 quindi una "luminosità" dell'ottica di f/6. In questo caso il nostro obiettivo non sarà molto luminoso, infatti più alto è il numero dopo la lettera “f” e meno "luminoso" sarà l'obiettivo. Da questo esempio possiamo comprendere perché i teleobiettivi che vediamo allo stadio hanno quella lente frontale così grande: semplicemente per sopperire all'enorme lunghezza dell'obiettivo.

Un'altra caratteristica importante che varia da obiettivo a obiettivo è l’Angolo di campo. Possiamo definire “Angolo di Campo” l'angolo formato dai due raggi di luce intersecanti con il vertice del 2° punto focale principale. Questo angolo, oltre che ad essere dipendente dalla lunghezza focale, dipende anche dalla dimensione della pellicola e del sensore. Ad esempio, un obiettivo di 50mm avrà un angolo di campo di 46°, quindi noi vedremo la scena con questa ampiezza, questa angolatura; invece un 300mm avrà un angolo di soli 8°. Questo ci fa capire che minore è la focale e più ampio è l’angolo di campo (come spiegato in figura)


Buono Scatto a tutti
S.C.

sabato 23 luglio 2011

S.C. CONSIGLIA...Errori da evitare..


                                     CONTROLUCE

I sistemi di esposizione delle moderne fotocamere calcolano l'esposizione, cioè la quantità di luce che deve andare sulla pellicola (o sull'elemento sensibile della digitale), con  processori interni ed elaborati calcoli. Tuttavia il problema della presenza contemporanea nell'immagine di zone di luce molto differenti (molto illuminate e pochissimo illuminate) non è stato ancora risolto del tutto.
Se per esempio si inquadra un soggetto con il sole alle spalle 9 volte su 10 si ha una notevole sottoesposizione della figura che quindi verrà molto scura.
Per evitarlo è necessario usare il flash anche di giorno (è il cosiddetto fill-in) o, meglio, controllare manualmente l'esposizione, misurando solo la luce che colpisce il soggetto principale.
Ma per chi ha cominciato a fotografare da poco il metodo più semplice e rapido è sicuramente quello di girare intorno al soggetto ed inquadrarlo in modo che esso non abbia il sole alle spalle. Si esclude così dall'inquadratura la fonte luminosa e la macchina fotografica 'legge' solo (o prevalentemente) la luce del soggetto principale, senza 'impazzire'.

                                                      IMMAGINE MOSSA 

Che peccato! Era così bello quel paesaggio che abbiamo fotografato dal finestrino dell'auto ed invece la foto è così confusa! E' semplicemente successo che il tempo di esposizione  è stato troppo lungo e l'immagine è venuta mossa. Questo accade quando l'esposimetro della macchina fotografica (quello che stabilisce quanta luce deve entrare al momento dello scatto) 'vede' che la luce della scena è poca e per compensarla allunga troppo il tempo di scatto.
Il rimedio è di fare in modo, con una regolazione manuale, di non scendere al di sotto del tempo di scatto di almeno 1/200° di secondo.
Se poi la vostra fotocamera ha la selezione di vari 'programmi' di esposizione forse avete sbagliato a selezionare il programma. Per fare foto in movimento è necessario usare un programma che selezioni un tempo di scatto veloce, denominato, secondo i casi, Sport o Movimento o con parole simili, in genere in inglese. Il programma Paesaggio non va bene in questo caso perché si riferisce ad una fotografia fatta 'da fermo' (leggete i libretto di istruzioni!).
Ma, ancora una volta, per chi non se ne intende troppo, c'è una soluzione più a portata di mano: fermare l'automobile (se è possibile e senza intralciare il traffico...) e fotografare con tutta calma!

                                                      IMMAGINI SFUOCATE

La stragrande maggioranza delle fotocamere moderne è autofocus possiede cioè un sistema di messa a fuoco automatica. Perquanto tali sistemi siano oggi di gran lunga migliori di quelli di alcuni anni fa, a volte vanno ancora in tilt (almeno quelli meno sofisticati), producendo così immagini sfocate.
Può succedere ad esempio quando si fotografa attraverso una rete o un vetro non del tutto trasparente, quando il soggetto è in veloce movimento o quando nell'inquadratura sono presenti taluni elementi grafici ripetitivi, superfici specchiate, riflessi. Può inoltre accadere quando la luce non è sufficiente.

In tutti questi casi è sicuramente meglio selezionare la messa a fuoco manuale, se la fotocamera ne è dotata. Infatti una volta fatta la fotografia, sia essa su pellicola o digitale, la sfocatura non si può più correggere e nemmeno i programmi di fotoritocco professionali possono porvi rimedio.

                                                     RIFRAZIONE

Capita a volte che, nelle fotografie controluce, appaiano sull'immagine strani punti luminosi. Non si tratta di Ufo, ma più semplicemente dei raggi del sole che, basso sull'orizzonte, penetrano nell'obiettivo con un'angolazione tale da creare una serie di riflessi sulle lenti.
Gli obiettivi delle macchine fotografiche sono in genere corretti con particolari strati antiriflesso allo scopo di minimizzare il fenomeno, tuttavia con le fotocamere più economiche ciò avviene con maggiore frequenza.
Rimediare è semplice: basta usare un paraluce che estendendo l'obiettivo ne protegge i contorni dai riflessi indesiderati. Semprechè la vostra macchina fotografica abbia la possibilità di montarlo, altrimenti è necessario fare un pò più di attenzione evitando di scattare controluce oppure cercando di riparare dalla luce con una mano l'obiettivo della fotocamera (ma attenzione che la mano non si veda nell'inquadratura!).

Buono Scatto a tutti
S.C.